Annozero, la guerra e la TV, la luna e il dito
Solo in un paese che ha perso il senso di sé, perennemente intento a guardarsi l'ombelico, la rappresentazione (deformata e grottesca) di un evento suscita più interesse dell'evento stesso e lo sopravanza nella impaginazione dei giornali e nei sommari dei TG. Questo, per certi versi, dà quasi più fastidio di quanto abbiamo visto in televisione giovedì sera.
La rissa Annunziata-Santoro ad Annozero è stata brutta e volgare, soprattutto perché ha spinto sullo sfondo la tragedia della guerra, le sofferenze dei civili di Gaza e quelle dei civili israeliani , costringendo le telecamere a zoomare sui volti incattiviti dei due protagonisti.
Tanto sfacciato protagonismo, di fronte a paure, dolori, emozioni così grandi, fa veramente ribrezzo. Tanto per dirne una, di Dexter Filkins del New York Times, oggi forse il miglior reporter di guerra in circolazione, pochi conoscono il volto. Eppure, molte delle cose raccontate sull'Afghanistan, l'Iraq, il Medio Oriente, di cui poi si discute (spesso a sproposito) negli esaltati talk show televisivi, le ha raccontate lui per primo. Lo stesso dicasi per alcuni dei migliori inviati di guerra italiani.
La puntata di Annozero su Gaza era una autentica porcheria. I motivi per cui lo era erano tanti e nemmeno vale la pena stare qui a ricordarli ed elencarli. Cadrei nella solita rissa da bar tra chi ritiene Michele Santoro il depositario di tutte le verità negate d'Italia e del mondo e chi lo ritiene invece il peggiore esempio di disinfomazione possibile. Finché ci saranno queste risse, Santoro continuerà ad essere sicuramente il titolare di un cospicuo conto in banca.
Insomma, chissenefrega. Nel senso che per quanto mi riguarda, se un programma non mi piace, cambio canale. Punto. Non sto a perdere tempo, a indignarmi e nemmeno a chiedere che il tale conduttore venga riportato all'ordine o rimosso. E nemmeno vale il ragionamento per cui trattandosi di un programma Rai, quindi del servizio pubblico, ci sono degli obblighi ben precisi, ecc ecc. Il problema, semmai, non è rimuovere Santoro, ma proporre programmi che sappiano raccontare e spiegare i fatti con maggiore rigore e altrettanto successo.
Lì per lì, nella concitazione della diretta, ho fatto anche io l'errore che si fa allo stadio, quando ci si alza in piedi e si urla, "Rigore!". Eppoi, riguardando la moviola, si scopre che poi così rigore non era e l'arbitro in fondo non era così cornuto. Che insomma, forse il nostro giocatore s'è buttato apposta.
Quello che voglio dire è che se mi invitassero al Manifesto per un dibattito, non passerei il tempo che mi è concesso a dire, "ragazzi, ma che giornale di merda che fate, ma che titoli...". Tenterei di esporre le mie idee. Altrimenti, me ne starei a casa.
Idem per Annozero, la cui formula giornalistica è nota da anni. Intervenire due volte (su tre) per dire che la trasmissione è sbagliata, faziosa, ecc. come ha fatto la Annunziata, non ha impedito alla trasmissione stessa di proseguire sui binari della faziosità, ma l'ha trasformata in una ancora più fastidiosa rissa tra prime donne stanche e incarognite. La guerra, poteva aspettare.






14 commenti:
Santoro non ha fornito un'informazione del tutto obiettiva, forse è vero. E' anche anche vero che in studio c'erano l'Annunziata, che ha sostenuto tesi tendenzialmente pro-Israele, una ragazza israeliana e un esperto di cose militari che giustificava, asetticamente, da tecnico della guerra, le stragi che gli israeliani stanno commettendo. Ciò detto, posso anche ammettere che la trasmissione fosse "sbilanciata". Ma quando tutta l'informazione televisiva e vergognosamente "embedded", un paio d'ore di informazione "dalla parte dei vinti" sono un balsamo per la libertà. Solo grazie a Santoro abbiamo potuto vedere, in tutta la loro drammaticità, immagini sulle centinaia di vittime innocenti fatte dagli Israeliani, sui rastrellamenti e massacri etc..
La violenza e il terrorismo non sono quasi mai accettabili, e sarebbe difficile entrare nel merito dei torti e delle ragioni. Ma l'informazione fornita è scandalosa; gli israeliani non hanno permesso l'ingresso dei giornalisti, si dirà (bella democrazia...). Però Santoro è riuscito ad avere immagini da Gaza, quindi il modo per fare bene il proprio lavoro c'è. E a me sembra anche evidente che a upochi, tra i giornalisti di un certo rilievo, abbiano il coraggio di inimicarsi Israele, per ovvi motivi.
Dopo tanta distruzione e morte, la mina Hamas è stata disinnescata? Forse è troppo presto per dirlo.
Forse è anche troppo presto per intravedere uno spiraglio di ottimismo e ricominciare a credere nella soluzione dei due stati, con nuovi interlocutori internazionali
Un ottimismo che rasenta l'ingenuità o la faziosità
Forse. O Forse no.
The Gaza reconstruction issue
Mezzi di disinformazione a parte, la luna come evolve? Buffo leggere pareri diametralmente opposti nei vari giornali
In fondo adesso si tratta di vedere come evolve o può evolvere la realtà. Mi sembra un tema centrale sia per il popolo palestinese da sempre martoriato sia per il popolo israeliano che si sente ed è stato minacciato di distruzione dalla sua nascita
Sembra prevalere il pessimismo
Toccare la luna con un dito, Obama ti ama
Ba, è diventato tutto uno Show. Nel Bene e nel Male
Un articolo di L Cremonesi sul Corriere della Sera riportava stime a ribasso delle vittime civili a Gaza
L'articolo, qui ripreso da Pajamas Media, è stato largamente ignorato dalla stampa e media italiani. le sue affermazioni - tutte secondo me da provare - non hanno dato luogo ad un serio dibattito sulla metodologia da seguire nel dare numeri
"Now the first serious challenge to these figures has emerged, in a story in the Italian newpaper Corriere della Sera that has been widely reported by the Israeli press — including here, here and here — but so far mostly ignored by the world’s media. Journalist Lorenzo Cremonesi quotes Palestinian medical staff as saying that no more than 500 or 600 Palestinians died, most of them young men. He says he visited several of the major hospitals in Gaza and found large numbers of empty beds. Cremonesi — who knows his way around Gaza, and was briefly kidnapped there in 2005 — also relates Palestinian accounts of Hamas using civilians as human shields, firing from UN facilities, and commandeering ambulances to avoid being targeted by Israeli forces".
http://pajamasmedia.com/blog/how-many-gazans-really-died-in-the-war/
una rilettura critica di come la guerra è stata raccontata
a prescindere dal numero delle vittime, che rimane incredibilmente alto e che deve essere ancora accertato.
Ancora altri numeri
According to the Israeli Defence Forces, between 1,100 and 1,200 people were killed during the offensive, of which 700 are believed to be militants, most of them belonging to the Islamist Hamas movement.
Inizia la guerra dei numeri
"Il Buio oltre Gaza", nuovo numero di Limes che non ho ancora letto.
Mi chiedo ingenuamente se sia corretto perdere la speranza. Senza speranza non si può agire sulla realtà. "Il mondo che c'è" e basta
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